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Dopo aver scalato tra il 1998 e il 2002 l’Aconcagua, il Kilimanjaro e l’Everest, comincio a pensare alle Seven Summits come ad un obiettivo possibile: l’idea di poter essere uno dei primissimi in Italia a completarle (finora l’unico con passaporto italiano è stato nientemeno che Reinhold Messner), pur non essendo un professionista della montagna, mi affascina. Anche la mia età, non proprio verdissima, diventa un grande incentivo.

In dicembre 2002 parto per il Vinson Massif, 4897 m, cima più alta dell’Antartide, con l’amico Simone Moro, arrampicatore sportivo e celebre professionista dell’alpinismo extraeuropeo. Insieme al georgiano Beno Kashakashvili, aggregatosi sul posto, raggiungiamo la vetta il 25 dicembre, in una bella giornata, a -45°, sopra un incredibile orizzonte glaciale punteggiato da vette rocciose emergenti come scogli da un mare solidificato.

In marzo 2003, in preda alla frustrazione nata dal rifiuto delle autorità militari indonesiane di concedere i permessi per accedere all’Irian Jaya e scalare così la Piramide Carstensz, mi reco in Australia e raggiungo la cima del Kosciuszko che, pur essendo una piccola montagna, è comunque considerata la vetta di un continente.

Nel mese di maggio, ormai deciso a raggiungere al più presto il mio obiettivo, scalo la cima più alta d’Europa, l’Elbrus, 5642 m, gigantesco vulcano spento che si erge all’estrema periferia del continente, nel Caucaso.

E finalmente, in una bella e freddissima giornata, il 22 giugno 2003, raggiungo la settima e ultima vetta, il Denali (o McKinley) che con i suoi 6195 m è la cima più alta del Nordamerica e, per la sua vicinanza al Polo Nord ha la fama di essere la montagna più fredda della terra .

In questo lungo viaggio attraverso le più alte cime del pianeta mi hanno stimolato la mia concezione dell’alpinismo come gioco e la possibilità di sfatare un mito: dimostrare che anche una persona assolutamente normale, che ha trascorso la propria vita svolgendo un’attività lavorativa del tutto sedentaria, se spinta dalle giuste motivazioni è in grado di scalare le vette più alte del pianeta e di provare quelle indescrivibili sensazioni che comunemente si pensa siano monopolio di pochi eletti.
Come e dove finirà la mia avventura al di là delle Seven Summits? Non lo so con esattezza, ma mi sembra di poter dire che ci sarà ancora una lunga storia da raccontare...