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Sono stato in cima al Bianco per quattro vie differenti: la classica del Pilone Centrale, la cresta del Brouillard via Pilastro Rosso, l’Innominata, e il Pilier d’Angle (via Bonatti-Gobbi) un’autentica mazzata. Per la verità anche una volta dalla normale, ma era d’inverno...
Nei Satelliti del Mont Blanc de Tacul ho fatto un po’ di tutto, spesso al seguito di Giovanni Bassanini: sul Grand Cap la Bonatti, O sole mio, Voyage selon Gulliver, Elixir, L’Echo des Alpages; sui satelliti minori ricordo le più belle, come Empire State Building e Kousmine al Clocher, Police des Glaciers e Cache-cache al Pic Adolphe. Al Tacul il Pilier Gervasutti e al Tre Punte l’impegnativa Totem. Sul Pilier d’Androsace, Marins d’eau douce. Alla Lachenal una via splendida, Le bon filon.
Ancora al remoto Piler Rouge du Brouillard una chicca di Piola, Les anneaux magiques.
All’Envers tantissime vie, tra le quali la Classica e Les Ailes du Desir al Fou, le bellissime Marchant de Sable, Pedro Polar e La Dolce Vita alla Roc, ai Nantillons Guy Anne, alla Lepiney Je t’ai conquis je t’adore…. Al Peigne ho salito Maillon manquante e alla Blaitiere la bellissima e impegnativa Fidel Fiasco.
Al Dru l’Americana (fino al Bloc coincè) e la Bonatti, molti anni prima della frana.
Alle Jorasses la Walker e, sulle Piccole Jorasses, Anouk a ovest e Gargantua a sud. Sulla Tour de Jorasses un altro capolavoro di Piola, Etoiles Filantes. All’Argentiere una delle vie pìu belle e omogenee del massiccio, Le Pirate. Nell’angolino svizzero del Bianco, Le chic le cheque et le choc al Petit Clocher de Portalet e, alla Varappe, Et je suis le vent.
A sud del Bianco, nell’Oisans, tante belle vie sulle Tenailles e sulla Tete d’Aval, tra cui Rank Xerox e Les Elfes, la paretona sud della Meije (Le dossier du fauteuil), e un paio di vie su quell’incredibile fiamma di granito che è l’Aiguille Dibona.